Oratorio
Rosmini
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Nell’autunno
del 2000 come Presidente dell’Associazione Girella, unitamente ai
rappresentanti della Comunità Murialdo , incontrai il sindaco Maffei per
avanzare una proposta di gestione dell’Oratorio Rosmini in cui sarebbero
potuti convivere diversi soggetti pubblici e privati – che certamente
hanno compiti e responsabilità istituzionali diverse - ma che si muovono,
negli interventi a vantaggio delle giovani generazioni, verso orizzonti
valoriali condivisi. Si
trattava, in sostanza, di mettere attorno ad un tavolo Amministrazione
comunale e Parrocchia di S.Marco per avviare una riflessione in ordine
all’utilizzo comune e condiviso della struttura. Nella nostra proposta
la parte di animazione e integrazione socio/educativa poteva essere
assunta dalle Associazioni e Cooperative del privato sociale che si
occupano di ragazzi e di giovani, quella religiosa dai Gruppi catechistici
e del volontariato cattolico. Come si vede un progetto innovativo di ampio
respiro, promosso, supervisionato e governato, in un rapporto paritario,
dai rappresentanti istituzionali della società civile e di quella
religiosa. La
proposta, fatta propria successivamente dal Coordinamento delle
associazioni che a Rovereto lavorano con e per i giovani, entrò a far
parte di un documento programmatico sulle politiche giovanili consegnato
ufficialmente al Sindaco Maffei e agli Assessori Demattè e Sala, il 14
dicembre 2000. Da allora più nulla fino alla proposta di diversa
destinazione d’uso della struttura. Noi
abbiamo sempre considerato la chiusura dell’Oratorio Rosmini un vero e
proprio lutto per l’intera città, data la sua storica funzione come
luogo di aggregazione, integrazione e formazione nel cuore del tessuto
urbano. È inutile nascondersi che la socializzazione, lo stare insieme
delle ragazze e dei ragazzi oggi avviene quasi esclusivamente nelle
palestre, nei clubs e nelle scuole per hobbies, nelle società sportive,
nei bar/pub/discoteche. Sono opportunità importanti e non vanno
certamente demonizzate. Ritengo però sia condivisa l’idea che i giovani
viaggiano lungo percorsi di cui spesso non paiono avere consapevolezza,
alla ricerca di senso. Percorsi nei quali cercano di costruirsi una
identità sia individuale che sociale. Se non trovano risposte progettuali
e positive da parte degli adulti, questa identità corrono il rischio di
costruirla in negativo lungo le strade della droga, dell’alcol, dello
stordimento ed obnubilamento delle intelligenze e dei sensi. Infatti l’arcipelago dei bisogni e la frammentazione delle risposte fanno apparire da una parte molti giovani smarriti e dall’altra mettono in evidenza carenze strutturali dell’organizzazione sociale. Il nostro progetto, al contrario, si ispirava al principio di creare le condizioni per sollecitare i giovani all’aggregazione, favorire i gruppi formali e informali già aggregati, recuperare luoghi/attrezzature/strumenti/risorse perché possano suonare, disegnare, scrivere, pensare individualmente e collettivamente, parlare e confrontarsi tra loro e con adulti significativi, produrre qualcosa per sé e per gli altri. L’idea
è ancora valida, le disponibilità a lavorarci, senza steccati e
pregiudiziali, ci sono ancora. Il Sindaco raccolga questa sfida; riprenda
in mano l’intera partita con la consapevolezza di avere le risorse
disponibili e qualificate per la realizzazione di un progetto finalizzato
al miglioramento della qualità della vita delle nostre ragazze e dei
nostri ragazzi. Ne hanno bisogno.
Presidente dell'Associazione Girella Fabiano
Lorandi |