“La città con
e per i bambini e i giovani / i bambini e i giovani con
e per la città”
a
margine del Bilancio comunale 2002
documento a cura del
a cui aderiscono
Fondazione Città
di Rovereto
Corpo Nazionale
Giovani Esploratori Italiani – CNGEI
AGESCI Scout
Alla cortese attenzione
del Sindaco e della Giunta Comunale della città di Rovereto
Premessa.
Il Coordinamento delle associazioni che lavorano con e per i bambini e i giovani nella città di Rovereto ha avuto modo di leggere ed analizzare il Bilancio di previsione 2002.
Con il presente documento si intendono proporre, all’attenzione dei responsabili del governo della città, alcuni elementi di riflessione che riguardano gli interventi previsti e quelli da prevedere nell’ambito delle politiche giovanili. A tale scopo alleghiamo i due documenti precedenti, proposti nel maggio e nel dicembre 2000.
I tempi e le modalità del confronto
…nel passato recente
Va subito detto che un confronto di proposte progettuali avrebbe dovuto trovare modalità e tempi di comunicazione e di discussione con l’Amministrazione comunale, ben diversi da quelli a noi consentiti in un unico incontro di data 8 novembre u.s. con gli Assessori Fabio Demattè e Cristian Sala e dall’invio della Relazione programmatica e previsionale nella I settimana di dicembre u.s.
A questo proposito si fa riferimento alle lettere di data 9 luglio 2001, 21 settembre 2001 e 17 ottobre 2001 con le quali i rappresentanti delle diverse associazioni, presenti nel Coordinamento, ribadivano la piena disponibilità alla collaborazione nella fase di lettura dei bisogni e programmazione degli interventi a favore dei giovani cittadini di Rovereto e, nel contempo, chiedevano un momento di approfondimento con funzionari e tecnici di settore sui contenuti, le modalità di programmazione, gestione e verifica del Piano esecutivo di gestione.
Ciò non è stato e quindi il confronto, così come è accaduto per
l’anno 2001, anche nel 2002 avviene a Bilancio approvato.
Avremmo potuto intervenire, nei giorni immediatamente precedenti la discussione e la votazione in Consiglio comunale, affidando alla stampa locale o a qualche forza politica le nostre osservazioni. In questo caso, quanto elaborato avrebbe avuto risonanza pubblica in città e anche all’interno del Palazzo del Podestà. Si è preferito non percorrere questa strada, perché a tutti noi, che lavoriamo giorno dopo giorno con i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi della città, preme la realizzazione di una progettualità che dia risposte concrete ai bisogni di crescita e di formazione delle giovani generazioni, a partire dai primi anni di vita.
Questa rimane la dimensione nella quale intendiamo ragionare, discutere, lavorare.
I tempi e le modalità del confronto
…nel futuro prossimo.
Apprezziamo nella Premessa alla Relazione al bilancio la dichiarata volontà del Sindaco Maffei di
Per quanto ci riguarda più direttamente, ciò trova parziale conferma nel Programma n° 5 Giovani e informazione, laddove l’Assessore Sala
A tale proposito sentiamo di dover confermare quanto espresso al punto n° 2 del documento “Proposte in previsione del bilancio comunale 2001”, consegnato e illustrato al Sindaco Maffei e agli Assessori Demattè e Sala in data 14 dicembre 2000:
§ si chiede che negli interventi e nel loro coordinamento vengano attuate prassi effettive di partecipazione e di consultazione, coinvolgendo nel momento ideativo, progettuale e di verifica, i servizi e le risorse istituzionali, ma anche associazioni, volontariato, privato sociale, gruppi di giovani aggregati su un problema, équipe di operatori interessati a cooperare
§ si invita il Comune ad avviare una mappatura delle risorse del territorio nel settore delle realtà giovanili e di coloro che operano con e per i bambini e i giovani
Risulterebbe utile, ai diversi soggetti interessati, essere dotati di strumenti di lettura ed interpretazione delle attuali proposte contenute nel Bilancio, mediante la predisposizione di un’unica e riassuntiva scheda di sintesi degli interventi previsti nell’ambito giovanile, da parte dei diversi Assessorati
Solo così riteniamo possa essere realizzato quello che, nella Relazione previsionale e programmatica, viene chiamato “osservatorio privilegiato sulla condizione giovanile nella nostra città”.
Alcune osservazioni di contenuto.
Prendiamo atto che nei sette obiettivi principali di questa Amministrazione per il 2002
non compare la condizione giovanile.
Non si venga a dire che essendo i bambini e i giovani di questa città, cittadini come gli altri (cosa peraltro da dimostrare), la “tutela ambientale e lo sviluppo occupazionale, la promozione/l’avvio del polo culturale e il cablaggio della città, il consolidamento e l’ampliamento dell’Università e il potenziamento delle circoscrizioni così come l’apertura dell’Ufficio relazioni con il pubblico” riguardano anche loro. Ci mancherebbe altro! Noi riteniamo, però, che si debba dedicare alle giovani generazioni, particolare attenzione.
I bambini e i giovani non sono cittadini come gli altri intanto perché molti di loro, non lo sono ancora a tutti gli effetti, ma soprattutto perché il potere contrattuale di cui sono in possesso, in termini di diritto alla partecipazione e alla condivisione delle scelte che li riguardano, è demandato ad altri che spesso decidono per loro e su di loro.
Nel documento “La città con e per i giovani/ i giovani con e per la città: proposte per un progetto di politiche giovanili” da noi elaborato ed illustrato ai candidati Sindaco mercoledì 24 maggio 2000 si trova una riflessione che riteniamo quanto mai attuale:
“è importante, in un progetto di politiche giovanili, partire da una visione unitaria e globale del giovane come cittadino che esprime direttamente e indirettamente dei bisogni. In questa concezione si supera la considerazione del giovane come, volta per volta, figlio minore, studente, praticante, sportivo, utente o consumatore, normale o a rischio, per collocarsi in una dimensione di persona, di cittadino-risorsa per la collettività. In questa direzione i giovani non vanno più considerati come fruitori passivi di programmi e di attività, ma devono essere chiamati a svolgere un ruolo di attori protagonisti della storia e della vita loro e di quella della città. Non tanto quindi “la città per i giovani” ma “i giovani per la città”. Si tratta di fornire non solo qualcosa, quanto di animare, sensibilizzare, mobilitare le risorse dei giovani stessi a fianco di quelle degli adulti. Coinvolgere i giovani nella progettazione, nella realizzazione, nella gestione di servizi/ attività/programmi per se stessi e per gli altri.”
Ebbene di questo troviamo scarsa traccia nel Bilancio 2002. Non si ritiene un’urgenza invitare i bambini e i giovani all’esercizio di “responsabilità, corresponsabilità civile, democrazia partecipata” dichiarati .dal Sindaco come elementi costitutivi e fondanti l’azione di governo sua e della Giunta comunale.
L’ordinaria amministrazione
Gli Assessori Sala e Demattè, anche accogliendo i suggerimenti contenuti nei nostri documenti programmatici, continuano ad attivarsi
il primo, per il recupero e la definizione
il secondo, per il sostegno ed il finanziamento
§
dei Centri aperti e del
Centro diurno per minori, gestiti dalla comunità Murialdo;
§
degli interventi
formazione/lavoro e dei Laboratori del fare, progettati e realizzati
dall’Associazione Girella;
§
del Centro diurno
socioeducativo per ragazzi in età scolare con deficit neuropsichico, gestito
dalla Cooperativa il Ponte.
Come veniva da noi riconosciuto nel documento della primavera 2000
“Rovereto non è una città cieca, sorda e muta nei confronti delle nuove generazioni. Molte sono le risorse attivate, pubbliche e private, soprattutto a livello scolastico e sportivo, ma altrettanto sono quelle da attivare per dare risposte efficaci e sensate alle domande che le nostre ragazze e i nostri ragazzi pongono”.
Certo gli interventi previsti e appena citati, aggiunti a “Rovereto Giovani Estate, Metti un po’ di sport nella tua vita, Spazio ascolto giovani e Genitori incontri” paiono muoversi in questa direzione. Di giovani, esplicitamente o meno, si parla anche nei Programmi n°2 Istruzione, n° 3 Formazione ed educazione permanente, n° 4 Cultura.
La ricomposizione dei frammenti di un Progetto
A nostro giudizio tali azioni costituiscono frammenti, seppur efficaci e intelligenti, di un Progetto di politiche giovanili che però risulta assente nel suo insieme.
Pare non esserci, almeno da quanto emerge dal Bilancio, chiarezza e condivisione all’interno della Giunta in ordine:
1. alla lettura e interpretazione dei bisogni: i bambini e i giovani (come tutti i cittadini, del resto) sono uguali per diritti e doveri, ma sono diversi tra loro per
§
genere;
§
età;
§
provenienza sociale.
culturale, etnica;
§
prospettive e sogni di
realizzazione personale e collettiva.
Nel Bilancio si coglie come le ragazze e i ragazzi di questa città siano, principalmente, suddivisi in due grandi categorie:
§ “quelli bene o normali”, di cui si occupa l’Assessorato ai Giovani;
§ “quelli a rischio di devianza o già devianti”, di cui si occupa l’Assessorato alle attività sociali.
Tutte le altre differenze con le loro specificità e particolarità, anche in termini di problema e di ricchezza, scompaiono all’interno di questa dicotomia.
2. individuazione delle priorità e delle urgenze: non risultano chiare quali esse siano, se non quelle rappresentate ( e verrebbe da dire consolidate) dai giovani zingari e dai minori (soprattutto quelli in età di scuola dell’obbligo) in affido ai Servizi sociali territoriali. Scarsi cenni si fanno ai ragazzi extracomunitari (accompagnati e non), ma soprattutto agli adolescenti (maschi e femmine, italiani e stranieri, studenti/lavoratori/disoccupati o in cerca di prima occupazione), dove per età adolescenziale si intende ormai una fascia di soggetti che va dai 14/15 anni ai 24/25 anni;
3. identificazione e applicazione di strategie e modalità di intervento comuni: alcuni interventi risultano di ordinaria amministrazione (peraltro già consolidati dalle esperienze precedenti), ma quasi nulla viene proposto in termini innovativi (forse l’unica eccezione è rappresentata dai “Laboratori del fare”, che però sono soggetti a finanziamento provinciale, previa approvazione da parte dell’organismo di cui alla LP 14/91) e comunque rimangono separate le competenze dei due Assessorati e del relativo apparato comunale;
In particolare con la struttura operativa dell’Assessorato alle attività sociali i rapporti sono resi difficoltosi dal continuo turn over degli operatori e dal loro sottodimensionamento rispetto ai bisogni della popolazione;
4. definizione di modalità di verifica e valutazione della programmazione: in questo ambito non risulta documentazione se non quella contabile. E’ assente una riflessione di respiro progettuale sia in termini generali, ma anche in quelli dettagliati e particolari.
In
conclusione riteniamo di poter contribuire alla costruzione di un Progetto di
politiche giovanili nella città di Rovereto avanzando una serie di proposte,
alcune delle quali già presenti nei citati documenti del 2000:
a)
a)
sollecitare i giovani all’aggregazione, favorire i gruppi
formali e informali già aggregati, recuperare luoghi/spazi/strumenti/risorse
perché possano suonare, disegnare, scrivere, pensare individualmente e
collettivamente, parlare, produrre qualcosa per sé e per gli altri
b)
b)
incrementare i luoghi di accoglienza diurna per gli adolescenti
c)
c)
dar vita a veri e
propri laboratori dell’esprimersi e del fare diffusi sul
territorio cittadino
in cui le diverse anime giovanili possano incontrarsi, relazionarsi tra loro,
cominciare a mettere in pratica reciprocità, solidarietà, condivisione
d)
d)
garantire spazi per l’attività con i bambini, anche in
collaborazione con Il Cerchio magico, utilizzando la Ludoteca in orari
extralavorativi – sabato e domenica- consentendone l’accesso ai più piccoli
e)
e)
progettare e realizzare una “Casa dello studente”, dato che
Rovereto nel tempo si è connotata come centro di formazione ed educazione e in
quanto tale riceve e ospita centinaia di studenti provenienti da fuori città
f)
f)
recuperare sedi e spazi per quanto riguarda i gruppi scout sia
Agesci che Cngei
g)
g)
ripristinare la struttura dell’ex Oratorio Rosmini come spazio
di incontro, al centro della città, per i giovani
h) h) aprire in città una o più strutture educative che consentano risposta pronta e certa a sofferenze e difficoltà
(A questo proposito, facciamo presente che esiste un progetto per una
Struttura di accoglienza consegnato
all’Assessore Demattè in data 26 febbraio 2001 ed a firma del Procuratore
della Repubblica del Tribunale dei Minori dott. Giancristoforo Turri, della
Dirigente dei Servizi sociali del Tribunale dei Minori dott.ssa Antonella Zanfei,
della Responsabile dei Servizi sociali del Comune dott.ssa Paola Giudici e del
Presidente dell’Associazione Girella prof. Fabiano Lorandi.)
i)
i)
l’avvio di un progetto di sensibilizzazione sul territorio della
cultura dell’accoglienza e dell’affidamento
j)
j)
l’impegno alla realizzazione del Centro per l’autismo