Elezioni
comunali di Rovereto
maggio
2000
“La città con e per i giovani”/ i giovani con
e per la città”
proposte per un progetto di politiche giovanili
a cura di
aderiscono
Associazione
Nazionale Famiglie Adottive Affidatarie
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Come associazioni, cooperative, gruppi, cittadini impegnati nel sociale, a diretto e quotidiano contatto con ragazzi e adolescenti, riteniamo importante per il futuro della nostra città
un impegno forte, chiaro e preciso
da parte di
·
sindaco
·
assessori
·
consiglieri
comunali
nell’ambito delle politiche sociali di intervento a vantaggio delle nuove generazioni.
Premessa
La vita dei giovani, nell’attuale situazione, è caratterizzata da due elementi significativi:
· la sua durata, assai più estesa temporalmente che nei periodi precedenti
· la pluralità e la frammentarietà dei percorsi e delle occasioni di apprendimento e di crescita.
Le tradizionali agenzie educative (famiglia, parrocchia, scuola, lavoro), che fino a qualche anno fa si muovevano efficacemente lungo orizzonti valoriali condivisi, hanno progressivamente subito un indebolimento nella loro capacità di intervento e di coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi.
Accanto a queste si sono affiancati altri soggetti educanti. La famiglia, ad esempio, come luogo di soddisfazione dei bisogni affettivi è spesso accompagnata, se non sostituita, dal gruppo dei coetanei, degli amici. La socializzazione, che un tempo avveniva quasi esclusivamente nelle parrocchie, oggi la si pratica in strutture pubbliche e private quali le palestre, i clubs, le scuole per hobbies, i centri sportivi, i cineforum, i bar, i pubs, le discoteche.
Molti sono i concorrenti della scuola sul piano degli apprendimenti e della pratica dei nuovi saperi; si pensi alla multimedialità e all’avvento di internet che trovano ancora poca applicazione nelle aule e che però portano con sé diverse e nuove modalità di conoscere, pensare, apprendere.
Il lavoro ha progressivamente assunto caratteri di provvisorietà molto elevati. Si è diffusa una logica del cambiamento frequente sia del posto di lavoro che del lavoro stesso.
L’arcipelago dei bisogni e la frammentazione delle risposte fanno apparire da una parte molti giovani smarriti e dall’altra mettono in evidenza carenze strutturali dell’organizzazione sociale.
I giovani viaggiano lungo percorsi, di cui spesso non paiono avere consapevolezza, alla ricerca di senso. Percorsi nei quali cercano di costruirsi una identità (individuale e sociale). Se non trovano risposte progettuali e positive da parte degli adulti, questa identità se la costruiscono in negativo lungo le strade della droga, dell’alcol, dello stordimento ed obnubilamento delle intelligenze e dei sensi.
Rovereto non è una città cieca, sorda e muta nei confronti delle nuove generazioni. Molte sono le risorse attivate (pubbliche e private, soprattutto a livello scolastico e sportivo), ma altrettanto sono quelle da attivare per dare risposte efficaci e sensate alle domande che le nostre ragazze e i nostri ragazzi pongono.
Ed allora riteniamo importante in un progetto di politiche giovanili partire da una visione unitaria e globale del giovane come cittadino che esprime (direttamente e indirettamente) dei bisogni. In questa concezione si supera la considerazione del giovane come, volta per volta, figlio minore, studente, praticante, sportivo, utente o consumatore, “normale” o “a rischio”, per collocarsi in una dimensione di persona, di cittadino-risorsa per la collettività.
In questa direzione i giovani non vanno più considerati come fruitori passivi di programmi e di attività, ma devono essere chiamati a svolgere un ruolo di attori protagonisti della storia e della vita loro e di quella della città.
Non tanto quindi “la città per i giovani” ma “i giovani per la città”. Si tratta di fornire non solo qualcosa, quanto di animare, sensibilizzare, mobilitare le risorse dei giovani stessi a fianco di quelle degli adulti. Coinvolgere i giovani nella progettazione, nella realizzazione, nella gestione di servizi/ attività/programmi per se stessi e per gli altri.
Diventano fondamentali la collaborazione e la cooperazione dei diversi soggetti che a diverso titolo operano con e per i giovani: ente locale, istituzioni, scuole, servizi sociali, associazioni e cooperative del privato sociale e del volontariato, parrocchie, gruppi culturali e sportivi., cittadini comuni, genitori, educatori. E’ un’intera comunità che all’interno di un progetto si mette a disposizione con tutte le risorse disponibili, senza steccati e pregiudiziali.
E’ decisiva in questo contesto la responsabilità dell’Amministrazione comunale che non può avere il ruolo
· totalizzante ed esaustivo di chi pretende di soddisfare interamente e direttamente, attraverso proprie risorse e strutture, i bisogni sociali dei cittadini
· di semplice erogatore di risorse economiche ai privati organizzati con una delega totale a questi per gli interventi nel sociale
ma che deve, invece, assumere la funzione di
· sollecitazione/sostegno/coprogettazione/intervento/coordinamento/ verifica
· valorizzazione di tutte le risorse esistenti nella città: siano esse organizzate e storicamente operanti, siano solo latenti e da attivare.
Date e condivise queste premesse chiediamo ai
candidati-sindaco l’adesione ai seguenti punti programmatici da perseguire e
realizzare nella prossima legislatura:
1.
Garanzia di risorse
finanziarie adeguate per gli interventi a vantaggio dei giovani
La spesa sostenuta nella prevenzione del disagio e nella promozione della persona è da considerarsi un investimento positivo per il futuro e non uno spreco.
In questo ambito riteniamo necessario giungere ad una riorganizzazione delle risorse disponibili (finanziarie, professionali, umane e di struttura), da finalizzare con maggiore efficienza ed efficacia ad un’ effettiva garanzia dei diritti dei cittadini, piuttosto che alla gestione di servizi burocratizzati.
Gli attuali interventi nel campo delle politiche giovanili devono essere incrementati.
2.
Coordinamento
complessivo della progettualità, integrazione tra istituzioni, tra istituzioni
e servizi pubblici e privati, tra i diversi interventi
Il sindaco deve assumersi la piena responsabilità del coordinamento degli interventi nel campo delle politiche giovanili che per loro natura non possono essere totalmente assunte all’interno di un unico assessorato ma, al contrario, coinvolgendo istruzione/cultura/assistenza/sanità/lavoro/tempo libero/sport, sono trasversali alle diverse competenze assessorili.
Negli interventi e nel loro coordinamento verranno attuate prassi effettive di partecipazione e di consultazione, coinvolgendo nel momento ideativo, progettuale e di verifica, i servizi e le risorse istituzionali, ma anche associazioni, volontariato, privato sociale, gruppi di giovani aggregati su un problema, équipe di operatori interessati a cooperare.
3.
Attenzione ai
soggetti deboli
Una parte di giovani roveretani si trova a dover affrontare, fin dall’infanzia o dall’adolescenza, percorsi difficili. Queste ragazze e questi ragazzi, che vivono situazioni di disagio dovute a problemi familiari, di salute mentale e fisica o di integrazione sociale, hanno una necessità maggiore degli altri, di essere chiamati a percorsi di costruttività e di senso.
Anche molti giovani con handicap hanno bisogno di poter far parte, a tutti gli effetti, della città insieme ai loro coetanei.
Pensiamo, poi, al fenomeno dell’immigrazione. Ragazzi e ragazze che lasciano il loro paese senza mezzi e con molta voglia di inserirsi produttivamente nella nuova realtà e di proseguire nella loro storia personale.
Infine ci sono i giovani zingari per i quali è necessario programmare interventi oltre l’assolvimento dell’obbligo scolastico.
Per tutti questi soggetti vanno pensate, con attenzione, azioni che consentano una reale integrazione nel contesto sociale, nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità di ciascuno e di tutti.
4.
Disponibilità di
luoghi, spazi, strumenti, risorse per l’aggregazione giovanile
L’assenza di un gruppo di riferimento produce nel giovane solitudine ed estraneazione dal contesto sociale; d’altra parte l’appartenenza ad un gruppo isolato, non sostenuto dalla collettività può favorire l’emergere di comportamenti di conformismo deviante o di emarginazione.
Occorre sollecitare i giovani all’aggregazione, favorire i gruppi formali e informali già aggregati, recuperare luoghi/spazi/strumenti/risorse perché possano suonare, disegnare, scrivere, pensare individualmente e collettivamente, parlare, produrre qualcosa per sé e per gli altri.
Occorre incrementare i luoghi di accoglienza diurna per i preadolescenti e progettare qualcosa di nuovo per le fasce dai 6 ai 13 anni e dai quattordici ai diciotto anni.
Occorre dar vita a veri e propri laboratori dell’esprimersi e del fare diffusi sul territorio cittadino in cui le diverse anime giovanili possano incontrarsi, relazionarsi tra loro, cominciare a mettere in pratica reciprocità, solidarietà, condivisione.
Occorre pensare a figure professionali di adulti (operatori singoli o in equipe) da affiancare ai ragazzi e alle ragazze che in prima persona progettano, realizzano, gestiscono in forma cooperativa tali luoghi.
5.
Progettazione e
realizzazione di situazioni di accoglienza per i soggetti in difficoltà
Sono in costante aumento i preadolescenti e gli adolescenti in situazioni di disagio per ragioni sociali e familiari e ragazzi e ragazze che incorrono in procedimenti penali a seguito di reati quali lo spaccio di sostanze stupefacenti e il furto. Questi minori hanno necessità di essere accolti temporaneamente, in comunità educanti per consentire loro un recupero di elementi di costruttività dell’esistenza.
Costituisce un’urgenza l’apertura in città di una o più strutture educative che consentano risposta pronta e certa a sofferenze e difficoltà.
Coloro che
hanno sottoscritto il presente documento si rendono disponibili al dialogo, al
confronto, al lavoro comune. Chiedono espressamente di essere convocati
successivamente alla nomina del sindaco e all’insediamento della giunta e del
consiglio comunale per proseguire nella elaborazione progettuale.